Per tutti coloro i quali si erano gaiamente rassegnati a non dover più vedere un altro film su Rambo dovrà nuovamente armarsi di pazienza, mentre per tutti quelli che amano rivedersi immancabilmente in tv le gesta del grande guerriero cinematografico del ventesimo secolo potranno trionfare, perché un nuovo film sul veterano della guerra del Vietnam sta per essere realizzato nei prossimi mesi.

Sylvester Stallone non ci pensa proprio ad abbandonare il ruolo di macho nel cinema, d’altronde dopo una carriera costruita attorno alle gesta di un personaggio indomabile ai limiti del reale e di un altro, quello di Rocky Balboa, il pugile simbolo di resistenza ad oltranza e usato come modello nella lotta alla guerra fredda che imperversava in quegli anni (famoso il suo discorso sul ring dopo aver combattuto e sconfitto il suo rivale russo Ivan Drago) sarebbe come dirgli di sputare nel piatto dove ha mangiato per tutta una vita. Però a tutto c’è un limite…

Quando iniziò la serie incentrata su Rambo, Stallone aveva 36 anni, oggi ne ha 72 da compiere a Luglio, per cui se già l’uscita di John Rambo (quarto capitolo della serie) nel 2008 fosse, all’età di 61 anni, quantomeno azzardata, quest’ultima mi sembra addirittura incosciente. Nemmeno la modesta spiegazione della trovata commerciale reggerebbe in questo caso.

La pellicola, con una sceneggiatura curata proprio dall’attore newyorkese, e le cui riprese inizieranno molto presumibilmente nel mese di settembre, vedrà il protagonista John Rambo, provato dagli anni trascorsi difficili da metabolizzare (afflitto da stress post-traumatico), vivere in un ranch in Arizona affaccendandosi con lavoretti saltuari, quando un’amica di vecchia data gli comunica che sua nipote è scomparsa dopo aver attraversato il confine messicano diretta ad una festa. Rambo, varcato il confine, scoprirà un giro di sfruttamento della prostituzione e assieme a una giornalista, la cui sorellastra è stata anch’ella rapita, si adopererà per sconfiggere un terribile cartello messicano.

Così, ad occhio…tutto presuppone che il copione verterà sempre sulla stessa solfa: il numero di pallottole che verranno esplose saranno infinite, il sangue sgorgherà a fiumi e il numero di vittime che mieterà il “Rambo senile” non avrà limiti.
Una domanda sorge spontanea: ma ce n’era veramente bisogno? Ai posteri l’ardua sentenza!

Fonte: Comingsoon