Era nell’aria…e alla fine la notizia è arrivata: l’Academy of Motion Pictures Arts and Sciences ha preso irrimediabilmente le distanze dall’attore Bill Cosby e dal regista polacco Roman Polanski, espellendoli a vita, stessa sorte avvenuta nel mese di ottobre al produttore Harvey Weinstein. L’Academy commenta che la decisione è stata presa all’unanimità il primo maggio e che l’AMPAS continua a incoraggiare i suoi membri a comportarsi in maniera eticamente decorosa e a rispettare la dignità umana.

I mostri ce li immaginiamo sempre allo stesso modo: brutti, spaventosi, sfregiati, tatuati e magari con una puzza di alcool addosso e invece alle volte si manifesta proprio il contrario. Sfido chiunque ad ammettere di aver dubitato anche solo per un momento di Cliff Robinson alias Bill Cosby durante una delle tante memorabili puntate de I Robinson. Penso che nessuno anche sforzandosi sarebbe riuscito ad accusarlo di qualcosa, era praticamente impossibile additarlo a mostro di cui sopra. E invece…stando a quanto è emerso da molte testimonianze non è mai stato quel personaggio tanto caro che pareva essere sullo schermo. Accompagnava i nostri pomeriggi (almeno per tutti i nati negli anni ’80) con una serie tv simbolo degli anni 80’-90’: il padre di una famiglia benestante afroamericana, ligio alle regole, simpatico, premuroso e severo al punto giusto; insomma un padre modello, una figura piacevole in cui identificarsi e da cui prendere esempio. Lo stesso volto che ognuno di noi legava oramai indissolubilmente a quel personaggio, si è rivelato il classico mostro della porta accanto, capace di commettere cose ignobili pare su oltre cinquanta donne e farla franca almeno fino ad oggi, momento in cui le vittime hanno avuto la forza di farsi avanti e denunciare il loro carnefice che oggi rischia di farsi dieci anni di carcere.

Da un mostro all’altro: il regista Roman Polanski, pluripremiato ai vari festival in giro per il mondo, nel 2017 è stato messo sotto inchiesta per il presunto stupro nel ’72 a Gstaad della quindicenne Renate Langer. Non solo…nel 1977 è stato pizzicato dalla polizia per un rapporto sessuale avuto con una tredicenne, Samantha Geimer, durante un party a casa dell’amico Jack Nicholson; in questo caso si beccò 42 giorni di carcere, gli arresti domiciliari e la proibizione di entrare negli Stati Uniti. Come a dire il lupo perde il pelo…ma non il vizio!

Inevitabili, dunque, quantomeno le due espulsioni da parte dell’Academy, almeno come atto dimostrativo nei confronti di personaggi, che saranno pure in grado di catturare lo spettatore con la loro dote divulgativa, ma non hanno la minima idea di cosa significhi: rispetto e dignità.

Fonte: Comingsoon