Questa ci mancava! Ne avevo sentite tante di bizzarrie sul conto dell’eccentriche, spendaccione e incontentabili star di Hollywood. Però, la notizia comparsa alcuni giorni fa sulla Repubblica mi ha spiazzato. Di cosa sto parlando? Della genialata partorita dalla mente dell’attore australiano Russell Crowe, interprete memorabile di un film indimenticabile come Il gladiatore (2000) diretto da Ridley Scott, il quale ha pensato bene di mettere all’asta gran parte della sua collezione di cimeli per pagarsi il divorzio dall’ormai ex moglie, l’attrice e cantante connazionale Danielle Spencer, (sposi dal 2003) nonché madre dei suoi due figli: Charles e Tennyson.

L’arte del divorzio (The Art of Divorce), così chiamata l’asta con la quale Crowe ha esibito la sua preziosa merce, ha fruttato nelle sue tasche una cifra pari a 3 milioni di dollari (all’incirca 2,5 milioni di euro).

Promossa da Sotheby’s e battuta il 7 Aprile, giorno del suo cinquantaquattresimo compleanno, comprendeva 200 costumi cinematografici, di film come: Il gladiatore (2000), Cinderella Man (2005), L.A. Confidential (1997) e The Insider (1999), oltre alla sua preziosa collezione di chitarre, moto d’epoca, memorabilia sportive, quadri d’autore, orologi e gioielli. Su 227 oggetti messi all’asta ne sono stati venduti 192.  Il carro romano usato nel kolossal vincitrice di cinque premi Oscar è stato venduto a 65 mila dollari australiani, la corazza indossata dal generale Massimo Decimo Meridio nella scena conclusiva del film è stata battuta per 125 mila dollari e un raro violino del 1890 che Crowe ha imparato a suonare in pochi mesi prima di girare Master & Commander (2003), battuto per 135 mila dollari. Perfino il sospensorio del pugile in pelle marrone di Cinderella Man è stato acquistato sborsando 7 mila dollari (certo è che la gente farebbe di tutto pur di accaparrarsi un briciolo di gloria…brrr!)
L’attore ha fatto anche un’apparizione durante l’asta rilasciando una breve dichiarazione in cui ironizzava sul buon esito della trovata: “Non male come tariffa oraria per un turno di cinque ore.

Gira voce che abbiano dovuto interrompere l’asta in anticipo perché l’attore stava per vendersi perfino i suoi denti da latte, sicuro che in lizza ci fossero già due o tre nonnetti pronti ad assicurarseli.

Fonte: Repubblica