Taylor Sheridan cela sapientemente sotto la neve un'orrenda veritàVincitore del premio miglior regia al Festival di Cannes del 2017 e presentato al Sundance Film Festival ha ottenuto ottime critiche e incassato, solo in America 33 milioni di dollari, a fronte degli 11 di budget.

Opera prima del regista, attore e sceneggiatore statunitense Taylor Sheridan, il quale ci proietta tra i ghiacciai del Wyoming facendoci immergere nel cuore di un indagine poliziesca messa in atto per scovare l’assassino che si nasconde nel silenzio imperturbabile della neve.
Da sfondo, una delle riserve indiane più grandi degli Stati Uniti, funestata nel corso degli anni di suicidi e atti criminali soprattutto per via dello smodato uso di droghe e alcool nonché omicidi di donne irrisolti a causa di una stupida legge che vieta alle autorità native di arrestare e processare i non nativi (fonte: Comingsoon).

Trama – Cory Lambert (Jeremy Renner), un cacciatore solitario di predatori, durante un suo giro di esplorazione nella riserva indiana di Wind River, ritrova il cadavere della figlia di un suo caro amico. Spinto da un passato misterioso offre la sua collaborazione all’agente dell’FBI, Jane Banner (Elizabeth Olsen), incaricata di seguire l’indagine. Lavoreranno a stretto contatto per riuscire a smascherare chi si nasconde dietro l’orribile delitto. Scavando a fondo nell’apparente silenzio imbiancato, riusciranno a scoprire un’orribile verità.

Taylor Sheridan conclude la sua personalissima trilogia con quest’ultimo film, che scrive e dirige sapientemente, confermandosi un autore dalle indubbie capacità.
Le prime due pellicole, Sicario (2015) e Hell or High Water (2016), di cui ne aveva firmato solo la sceneggiatura, erano stati diretti da Denis Villeneuve il primo e da David Mackenzie il secondo.
Una trilogia incentrata sulla visione moderna della frontiera americana descritta con grande occhio critico.

Il film in questione offre grandi spunti di riflessione, commuove e permette di restare incollati al grande schermo grazie alla perfetta calibratura delle scene in cui il mistero e il raccoglimento si alternano all’adrenalina tipica dei film di genere thriller.
Jeremy Renner ed Elizabeth Olsen nei rispettivi ruoli di cacciatore solitario lui ed agente dell’FBI alle prime armi lei, trovano il giusto afflato in un ambiente tutt’altro che semplice.

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