Margot Robbie dimostra la sua bravura anche in un ruolo Margot Robbie impersona la controversa stella del pattinaggio artistico americano Tonya Harding marcandone pregi e difetti, questi ultimi reale conseguenza di un’infanzia difficile e martoriata sotto l’egemonia feroce della madre, interpretata magistralmente da Allison Janney, vincitrice del premio Oscar come miglior attrice non protagonista.

Il regista, Craig Gillespie, gira un lungometraggio per raccontare la singolare storia di Tonya Harding, con l’ausilio di alcune interviste rivolte ai protagonisti della storia, i quali si affabulano nel raccontare la loro versione sulla triste vicenda dell’aggressione alla rivale sportiva di Tonya, Nancy Kerrigan, dalla quale ne viene fuori un ritratto piuttosto inclemente.

Trama – Tonya Harding (Margot Robbie) vive un’infanzia difficile a causa di una madre (Allison Janney) despota e amorale. Quando il padre a cui era molto legata si allontana dopo il divorzio, lei è costretta a rimanere sola con la perfida madre, le cui continue violenze fisiche e verbali costringono la piccola a crescere con un carattere irascibile e dedito alla violenza. Inizia a pattinare dall’età di tre anni mostrando sin da subito un talento innato per la danza sul ghiaccio. Col passare degli anni la sua destrezza aumenta sempre di più, al contrario, l’armonia nella vita privata peggiora ulteriormente quando decide di suggellare la sua relazione col compagno, Jeff Gillooly (Sebastian Stan), in matrimonio. Quest’ultimo si rivelerà tutt’altro che un gentiluomo, picchiandola a giorni alterni. Nel ‘92 diventa la prima pattinatrice americana ad effettuare un triplo salto axel. Ma la felicità per il traguardo raggiunto dura poco perchè qualche anno più tardi viene accusata di essere a conoscenza dell’aggressione subita dalla rivale Nancy Kerrigan (Caitlin Carver) e per questo condannata dal tribunale e bannata a vita da qualsiasi competizione sportiva.

Una commedia dai toni oscuri, diretta con lo stile di un falso documentario, dipingendo i protagonisti del film con un’aura ironica e tetra al tempo stesso, capaci di raccontare la cronaca della loro vita fatta di violenze, priva di morale e arida di sentimenti come se stessero raccontando la fiaba della buonanotte.

È sicuramente uno dei film migliori dell’anno, complice la bravura di Margot Robbie nell’aver creduto fino in fondo in questa biografia – il film è prodotto anche da lei – nonostante la trasformasse non certo in una principessa, dimostrando di saperci fare anche in ruoli “imbruttiti” e non solo in quelli in cui venisse esaltata la sua femminilità. Ragion per cui ha meritatamente ricevuto una nomination all’Oscar per la sua ottima interpretazione.

TRAILER