Un'autentica manifestazione di romanticismo, contro ogni pregiudizioIncapace di percepire la tua forma, ti ritrovo tutto intorno a me. La tua presenza mi riempie gli occhi del tuo amore, onora il mio cuore, perché sei ovunque.

Riporto i versi poetici, enunciati nel film dalla voce narrante, per spiegare il contenuto dell’ultimo film di Guillermo Del Toro, un’autentica manifestazione di romanticismo, contro ogni pregiudizio. Una storia d’amore che sboccia tra due esseri viventi solo apparentemente distanti, che trovano nell’anima altrui il contrappunto della propria.

Il regista trae ispirazione dai film della Universal, incentrati su mostri e creature ibride, come: Il mostro della laguna nera, Dracula, Frankenstein, Il fantasma dell’opera, L’uomo lupo, film che raccontavano, alla maniera di un sognatore, di esseri viventi imprigionati nella loro mostruosità ma bramanti di un briciolo di umanità.

Trama – Anni ’60. Elisa (Sally Hawkins) è una donna affetta da mutismo che lavora come addetta alle pulizie presso l’Occam (centro di ricerca aero-spaziale) di Baltimora. La sua vita piuttosto routinaria subisce una svolta quando scopre, assieme alla collega Zelda (Octavia Spencer), all’interno di un laboratorio segreto, una creatura anfibia immersa in una vasca sigillata. La creatura è vittima di un esperimento governativo top secret, ma Elisa, spinta dalla curiosità, ne approfitta per intrufolarsi di nascosto nel laboratorio e osservare da vicino quell’entità misteriosa. Tra i due nascerà un rapporto di silenziosa complicità che andrà affinandosi di volta in volta fino a sfociare in qualcosa di più. Elisa farà di tutto pur di non perdere la sua anima gemella, ma per farlo dovranno riuscire a fuggire dalle grinfie del colonnello Strickland (Michael Shannon), lo spregevole addetto alla sicurezza dell’Occam incaricato di sopprimere il “mostro”.

Ambientato nel bel mezzo della guerra fredda, la pellicola irrompe decisa nel voler scardinare gli ottusi preconcetti esistenziali, quelli che tacciano come diverso, una figura che non si riesce a comprendere e in quanto tale costretta all’emarginazione.

Leone d’oro alla 74Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e 13 nomination dall’Academy per il film di Del Toro, vero mattatore quest’anno all’anticamera degli Oscar.
Il film del regista messicano colpisce per la sua armonia e il romanticismo nel nuotare in atmosfere magiche e soavi, utilizzando la metafora dell’acqua, come simbolo difforme ma potentissimo, per descrivere la poesia di un incontro sfociato nell’infatuazione autentica di due amanti. DA OSCAR!

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