The Post è un messaggio idealista e romantico rivolto all'intero giornalismoThe Post è un messaggio idealista e romantico rivolto all’intero mondo del giornalismo.
L’ultimo film di Steven Spielberg fa la voce grossa verso tutti coloro i quali credono che la libertà di stampa sia solo un vezzo da usare a fasi alterne.

Il settantaduenne regista statunitense racconta lo scandalo avvenuto in America nel 1971 – la guerra in Vietnam era ancora in corso – quando la stampa diede uno schiaffo pesantissimo all’allora presidente Richard Nixon e all’intero governo degli Stati Uniti, nonostante i tentativi di quest’ultimo di oltraggiare e contenere la fuga di notizie, i giornalisti del Washington Post decisero di divulgare documenti top secret per ribadire il sacrosanto diritto all’informazione.

Trama – 1971. Kay Graham (Meryl Streep), dopo il suicidio del marito Philip, eredita il ruolo di editrice del Washington Post, diventando la prima donna alla guida di una prestigiosa testata e in quanto figura femminile subisce l’ostracismo di gran parte dell’ambiente non abituato a ricevere ordini da una donna. Assieme al duro e testardo direttore del giornale, Ben Bradley (Tom Hanks), metteranno a rischio la carriera e la loro stessa libertà ingaggiando una lotta con il governo americano in nome del diritto di cronaca e della libertà di stampa, così come sancito dal primo emendamento. Pubblicheranno, dopo che il New York Times rinuncia a divulgare gli altri documenti a causa delle pressioni dell’allora presidente Nixon, i “Pentagon Papers” (Quaderni del Pentagono), i documenti top secret sulle strategie e i rapporti del governo degli Stati Uniti con il Vietnam tra gli anni quaranta e sessanta, anni in cui le amministrazioni di ben quattro Presidenti, incluso l’ultimo, avevano nascosto e insabbiato.

Spielberg non poteva che reclutare anche questa volta la sua star più fidata, Tom Hanks, giunto al suo quinto film assieme al regista: Salvate il soldato Ryan (1998), Prova a prendermi (2002), The Terminal (2004) e Il ponte delle spie (2015). È un usato sicuro! Si dimostra come sempre ineccepibile, qualunque sia il ruolo che gli venga propinato riesce sempre ad eccellere e così è stato anche stavolta nei panni del direttore Ben Bradley, ruolo che fu di Jason Robards nel film Tutti gli uomini del presidente, in cui si raccontava lo scandalo Watergate, che Spielberg ha voluto omaggiare nell’ultima scena del suo film.

Invece pare strano ma è così: Meryl Streep è la prima volta che recita in un film del creatore di E.T. l’extraterrestreLa pluripremiata attrice esibisce una performance sbalorditiva in un ruolo in cui il temperamento e la classe erano indispensabili per delineare un personaggio che ha contribuito grazie al suo carattere all’ascesa della donna nell’olimpo dei posti di comando, da sempre appartenuti a figure prettamente maschili, dimostrando che fosse possibile anche il contrario. La missione è riuscita perfettamente, la Streep si muove con eleganza e indomabile bravura.

I padri fondatori diedero alla stampa libera la protezione che deve avere per soddisfare il suo ruolo fondamentale nella nostra democrazia. La stampa era al servizio dei governati, non dei governanti.

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