Gary Oldman merita l'Oscar. Il suo Winston Churchill è encomiabile!Non si può negoziare con una tigre quando si ha la testa nelle sue fauci.
Un uomo: Winston Churchill e una scelta critica da prendere. Una scelta che, qualunque essa sia, cambierà il corso della storia.
Siamo nel 1940 e Churchill viene chiamato a ricoprire l’incarico di Primo Ministro della Gran Bretagna dal re Giorgio VI in persona, in un momento complicatissimo per la nazione e per le sorti dell’Europa.

Joe Wright – regista del film – dirige un egregio Gary Oldman nei panni di Winston Churchill e il ritratto che ne viene fuori è quello di un uomo pragmatico con dei valori assoluti di libertà e amore della patria. Forse, nessuno meglio di lui sarebbe stato in grado di guidare il paese e con esso l’Europa stessa fuori da quell’incubo, scardinando un’egemonia tirannica e senza scrupoli.

Trama – 1940. La Gran Bretagna sta attraversando un momento critico: l’esercito tedesco avanza senza sosta e dopo aver invaso il Belgio e la Francia si dirige verso La Manica accerchiando l’esercito alleato sulla spiaggia di Dunkerque. Neville Chamberlain, primo ministro in carica, dà le dimissioni su pressioni della Camera e la scelta su chi debba ricoprire tale carica va a Winston Churchill, il quale riceve l’onore e l’onere di guidare il paese in un momento topico, che rimarrà nella storia. Il suo carattere forte e irascibile lo porterà a scontrarsi con gli altri membri del partito e del Parlamento inglese. Il dubbio persistente se entrare in guerra o trattare la pace con i nazisti lo tormenterà fino a quando non deciderà di far leva sullo spirito di indipendenza del popolo britannico dichiarando la resistenza ad oltranza contro Hitler e l’esercito tedesco.
La moglie, Clementine, interpretata da Kristin Scott Thomas e la segretaria personale di Churchill,  Elizabeth Nel – al cinema ha il volto di Lily James – hanno avuto un ruolo seppur ai margini della storia di significante supporto.

Si sente profumo di Oscar! La scia della sua essenza si dirige spedita verso Gary Oldman, il quale già nel 2012 lo aveva sfiorato come migliore attore protagonista nel film “La talpa” e salvo sorprese, quest’anno credo possa aggiudicarselo per aver interpretato con impeccabile professionalità le gesta di un personaggio complicato. Ha saputo esaltare le sue peculiarità con il giusto equilibrio: l’inflessione della voce – compreso il suo borbottare – la camminata, il modo di fumare il sigaro e quello di bere il suo amato whisky sono state le dosi perfette per un’interpretazione vincente.

Il regista ci mette molto del suo nel romanzare la storia – la scena in cui Churchill prende per la prima volta la metropolitana per andare a tastare con mano il polso degli inglesi, i quali faranno pendere le sorti della sua scelta sull’entrata in guerra anziché un armistizio con la Germania nazista – esaltando la figura di un uomo dalla grande personalità e signorile stravaganza.

Il successo non è definitivo. Il fallimento non è fatale. Quel che conta è il coraggio di andare avanti.

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