Carlo Verdone cerca di rinnovarsi, restando fedele alla sua amata commediaCarlo Verdone e la sua Benedetta Follia trovano luce nelle sale cinematografiche all’inizio di quest’anno – è uscito l’11 gennaio – balzando subito in cima alla classifica dei botteghini.
Alla vigilia si era confessato impaurito dal numero enorme di sale in cui sarebbe stato proiettato il film, all’incirca 700, ma a quanto pare il suo timore è stato scalzato prepotentemente dopo i primissimi giorni.

È una commedia che si presenta con nuovi spunti di comicità, con il regista, scrittore e attore romano alle prese con la ricerca di un nuovo modo di approcciarsi alla commedia, un modo come un altro di rinnovarsi pur restando fedele alla sua innata verve.

Trama – Guglielmo (Carlo Verdone) è un uomo ligio al dovere, con una profonda rettitudine verso la fede cristiana. Ha un negozio di reliquie religiose all’interno del quale si confezionano anche abiti talari su misura per vescovi e cardinali. La sua vita agiata e borghese subisce uno scossone quando dopo venticinque anni di matrimonio la moglie, Lidia (Lucrezia Lante della Rovere), lo lascia per la sua commessa. Questo causa in lui un profondo tormento fino a quando un’eccentrica ragazza di borgata, Luna (Ilenia Pastorelli), fa irruzione nel suo negozio pregandolo di assumerla per il ruolo di commessa rimasto vacante. Lei rinnoverà sorprendentemente il suo stile di vita trascinandolo in nuove esperienze mai vissute prima di allora. Sarà un modo di ricominciare da capo.

Arrivato al suo ventiseiesimo film, Carlo Verdone trae nuova linfa dalla collaborazione con Nicola Guaglianone e Menotti, già autori della sceneggiatura de ‘Lo chiamavano Jeeg Robot’, mettendo in pratica una sceneggiatura scritta con delle sfumature del tutto originali, ben visibili nel film, tali da conferire alla sua regia un aspetto rinnovato.
Ilenia Pastorelli è una delle note liete di questa commedia, quella scintilla che scompiglia ed accende la vita di Guglielmo, reduce anch’ella dalla vittoria al David di Donatello come migliore attrice protagonista per l’interpretazione in ‘Lo chiamavano Jeeg Robot’.
L’alchimia che nasce tra i due personaggi e gli attori stessi, si sviluppa nella feroce contrapposizione di due mondi distanti tra loro, lei ragazza di borgata, lui ossequioso religioso, ma che permette di leggere la malinconia della storia con la giusta dose di comicità.

Verdone con il suo solito fare tra la compunzione e la innocua spavalderia non lesina battute ed equivoci di sorta, facendo ridere il pubblico con la stessa ironia che ha saputo trasmettere in quarant’anni di carriera.
Allo stesso modo getta le basi per il prossimo futuro senza la paura di rischiare, mostrandosi incline a sperimentare una nuova realtà, tendendo la mano con saggezza verso il nuovo che avanza. Buona la “prima”!

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