Venerdì 17! Il giorno più timoroso dell’anno, quello in cui certa gente ha paura perfino ad uscire di casa. Di certo le persone meno superstiziose avranno da ridire su questi luoghi comuni, asserendo come la data sia solo una semplice data, da prendere così come viene. Ma le altre persone, invece, quelle al di là della barricata, immerse in una fitta nebbia di superstizione, contrasteranno con le unghie e con i denti, oltre a ferri di cavallo, corni e cornini vari, il fatto che questa data non simboleggi la sfortuna per eccezione, la sfiga, unita alla paura che nell’arco delle 24 ore possa accadere qualcosa di spiacevole o addirittura di orribile.
Per cui armiamoci di tutto l’occorrente necessario e tuffiamoci in questa coltre di nebbia scaramantica per indagare come la pensa il cinema a riguardo.

Il cinema ha dato sfoggio in tal senso di innumerevoli film sull’argomento “Venerdì 17”, fomentando ancor di più la fobia per questa giornata. Ripercorriamo un po’ alcuni dei film cult che hanno voluto celebrare questa credenza popolare.

Per quanto riguarda il panorama cinematografico italiano, oltre ai vari film di stampo comico/grottesco nel quale la sfiga la faceva da padrona, vi è un film che uscì nel 1956 che ha come titolo: “Era di venerdì 17”, un rifacimento del film del 1942 interpretato da Gino Cervi: “Quattro passi tra le nuvole”. Il protagonista del film, Paul, era un viaggiatore di commercio, al quale in quel santo giorno gliene capitarono di tutti i colori: litigò con il controllore del treno su quale viaggiava, fu fatto scendere dallo stesso per ripicca, cercò una nuova corriera, perse la coincidenza per problemi meccanici ed infine fu vittima di un raggiro.
In America, così come avviene in Italia, si è soliti dare una certa rilevanza alla superstizione inerente un giorno particolare dell’anno, solo che a differenza di quanto avviene da noi, il giorno più tetro per loro è il venerdì 13.
Hollywood ha pensato bene di generare una serie di pellicole, in tutto guarda caso 13 (la prima dal titolo “Venerdì 13” di Sean S. Cunningham), in un arco di tempo che va dal 1980 al 2017 ed incentrate su un brutale serial killer, Jason Voorhees, annegato in un lago quando era ancora un ragazzino per la negligenza di alcuni animatori del campeggio estivo e tornato per reclamare vendetta.
Nel 2000 fu la volta di “Shriek – Hai impegni per venerdì 17?” con la regia di John Blanchard, un film in cui vennero presi di mira a colpi di parodie: Venerdì 13, So cosa hai fatto e Scream.
Sulla scia di questa parodia, non possiamo far altro che sorridere degli inconvenienti, delle brutte giornate che possono capitare a tutti, in qualunque periodo dell’anno, mostrandoci magari più inclini ad un atteggiamento positivo verso di esse, lasciando al cinema, invece, l’arte di raccontare storie fantasiose o credenze popolari, senza lasciarci suggestionare da qualcosa che non esiste.

Chiudiamo riprendendo proprio la citazione di un famoso film che diceva: “La morte sorride a tutti; un uomo non può far altro che sorriderle di rimando”.