Un buon thriller in cui, Keanu Reeves, fa emergere un'unica verità!La verità il più delle volte si nasconde sotto un cumulo di menzogne e per farla venir fuori bisogna grattare a fondo per far sì che emerga dall’ombra verso la luce. Purtroppo però non sempre tutta la sincerità viene a galla ed è il caso di questo “legal drama” con Keanu Reeves, il quale interpreta il ruolo di un bravo avvocato che decide di difendere il figlio di una coppia di amici accusato dell’omicidio volontario del padre.
La regia firmata da Courtney Hunt, al suo secondo film, scompone in tanti pezzi la verità, ricongiungendoli solo verso la fine, quando sembra essere ormai troppo tardi…

Trama – Richard Ramsey (Keanu Reeves) è un avvocato di tutto rispetto. Un bel giorno riceve la telefonata di Loretta (Renée Zellweger), un’amica di lunga data, che lo esorta a dirigersi a casa sua urgentemente. Giunto a casa trova Mike Lassiter (Gabriel Basso), il figlio diciassettenne, armato di coltello insanguinato ed il cadavere del padre (Jim Belushi) steso a terra. Decide, a quel punto, di difendere il ragazzo accusato di omicidio volontario, anche se questi si chiude in un mutismo difficile da decifrare, non fornendo alcuna spiegazione di quanto successo. Ramsey, con l’aiuto della giovane avvocatessa Janelle (Gugu Mbatha-Raw), dovrà organizzare una linea difensiva sulla base di un rapporto padre-figlio molto difficile, facendo emergere il carattere tiranno dell’uomo rimasto ucciso.
L’intero caso propenderà verso la verità più semplice da giudicare.

Un film girato in un’aula di tribunale, in cui la verità aleggia ombrosa nell’aria, nascosta dietro apparenze che spingono ad accusare solo quella realtà portata di proposito alla luce.

 

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