Perché dare il titolo a questa Rubrica: Il vintage non muore mai“?

Per il semplice motivo che esistono pellicole, attori e registi: impossibili da dimenticare o rimpiazzare solo perché “antichi”.
Il loro contributo al cinema è stato fondamentale e smisurato, tale da portare la nuova leva ad attingere con ogni mezzo a disposizione nell’immenso baule di vecchi ricordi.

Resta un modo, quello di questa Rubrica, teso a raccontare e a dimostrare come il nostro passato cinematografico sia pieno zeppo di idee e contenuti originali, sviluppati da una tecnica e un talento unico per una disciplina riconosciuta e coniata con il termine di “settima arte”.

Il cinema dai suoi esordi ad oggi ha avuto diverse figure che hanno svolto il ruolo di padre e madre, figure che lo hanno allevato e forgiato secondo il proprio credo, riflettendo la loro personalità e donandogli tutte quelle peculiarità in loro presenti affinché assorbisse il verbo, le movenze, gli sguardi e la bellezza che ancora oggi possiamo apprezzare e definire in questa Rubrica: “Vintage”.

Perché dare il titolo a questa rubrica: il vintage non muore mai?

Dalla locomotiva in movimento dei fratelli Lumière, all’occhio lunare accecato da un razzo di Georges Méliès, tra l’altro ricordato dal grande Martin Scorsese nel suo “Hugo Cabret”, fino ad arrivare ai film dei giorni nostri, si attraversa uno spazio temporale gigantesco in cui ogni corrente cinematografica ha impresso il suo nome, ha recitato la sua parte, lasciando una testimonianza tangibile alla gente futura: renderla partecipe di periodi storici antecedenti alla loro nascita, grazie al racconto personale di essi tramite le immagini, i suoni e i dialoghi dei protagonisti fittizi (attori), capaci di suscitare emozioni ed evocare sentimenti vissuti dai veri interpreti di quella pagina di storia.

Neorealismo, Espressionismo, Nouvelle Vague, Avanguardie, Digitale sono tutte facce diverse di una stessa storia, raccontata con l’ausilio di una macchina da presa e di un telo bianco in attesa del bacio di un proiettore.

I cambiamenti generati dall’evoluzione, il progresso della tecnologia e della storia che ne fa da sfondo, sono come accessori usati su di un bel vestito: il Cinema, scoperto nello scetticismo più totale e contro qualsiasi favore, è diventato ad oggi l’abito di tutti.

La meraviglia e l’incanto che un film suscita nello spettatore sono l’eredità di periodi storici cavalcati e catturati per mezzo di un’arte che racchiude in se un universo di espressioni, fondate per generare un tesoro inestimabile e tutt’oggi fruibile a chiunque ne desideri un assaggio.