Nella sua Firenze, Dante ospita Robert Langdon, ma il risultato non è dei migliori

Autore: Dan Brown
Titolo originale: Inferno
Genere: Romanzo
Sottogenere: Thriller
Protagonisti: Robert Langdon, Sienna Brooks
Anno pubblicazione: 2013
Editore: Mondadori
Pagine: 522

Nella sua Firenze, Dante ospita Robert Langdon, ma il risultato non è dei migliori

Stati Uniti, Italia, 2016
Titolo originale: Inferno
Regia: Ron Howard
Interpreti: Tom Hanks, Felicity Jones, Omar Sy, Irrfan Khan, Ben Foster
Genere: Thriller
Distribuzione: Warner Bros.
Durata: 2h e 1′

Il film è fedele al libro?

TRAMA

Nei suoi bestseller (Il Codice da Vinci, Angeli e demoni e Il simbolo perduto), Dan Brown ha mescolato in modo magistrale storia, arte, codici e simboli. In questo nuovo e avvincente thriller, ritorna ai temi che gli sono più congeniali per dare vita al suo romanzo più esaltante. Robert Langdon, il professore di simbologia di Harvard, è il protagonista di un’avventura che si svolge in Italia, incentrata su uno dei capolavori più complessi e abissali della letteratura di ogni tempo: l'”Inferno” di Dante. Langdon combatte contro un terribile avversario e affronta un misterioso enigma che lo proietta in uno scenario fatto di arte classica, passaggi segreti e scienze futuristiche. Addentrandosi nelle oscure pieghe del poema dantesco, Langdon si lancia alla ricerca di risposte e deve decidere di chi fidarsi… prima che il mondo cambi irrimediabilmente.

CONSIDERAZIONI

Ron Howard  continua con la sua trasposizione al cinema dei romanzi di Dan Brown, questa volta spostandosi a Firenze, città in cui è ambientato il libro.

Nella meravigliosa location, dove scorre l’Arno e riecheggiano le inestimabili opere d’arte di qualsiasi forma e misura appartenenti ad ogni categoria artistica, si sviluppa il film che, così come negli altri due precedentemente girati dallo stesso regista, gode di svariate incongruenze con il romanzo.

Entrambe però non sono stati all’altezza dei precedenti, risultando essere troppo figli di una stessa impostazione narrativa. Senza l’ausilio di espedienti innovativi ed originali tali da rendere il personaggio di Robert Langdon un tantino meno scontato, difficilmente potremmo ancora meravigliarci delle sue missioni legate alla simbologia.

Evidentemente “la storia ha fatto il suo corso”, dopo essere balzato in testa alle cronache e alla classifica dei romanzi più venduti, grazie a Il Codice Da Vinci (nel quale punzecchiava/sfidava la Chiesa e tutte le sue credenze intoccabili), forse è arrivato il momento che lo scrittore abbandoni Robert Langdon e provi a pescare qualcos’altro dal suo cilindro di idee “maliziose”.

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