the shining-stanley kubrick ne ha tratto un film non molto fedele al libro

Autore: Stephen King
Titolo originale: The shining
Genere: Romanzo
Sottogenere: Thriller, Horror
Protagonisti: Danny, Jack e Wendy Torrence
Anno pubblicazione: 1977
Editore: Bompiani (edizione 2001)
Pagine: 430

shining-il film di stanley kubrick tratto dal capolavoro di stephen king

Stati Uniti, Regno Unito, 1980
Titolo originale: The shining
Regia: Stanley Kubrick
Interpreti: Jack Nocholson, Shelley Duvall, Danny Lloyd
Genere: Thriller, Horror
Durata: 1h e 56’

Il film è fedele al libro?

TRAMA

L’Overlook è uno strano e imponente albergo che domina le alte montagne del Colorado.

Teatro, in passato, di numerosi delitti e suicidi, sembra aver assorbito le forze maligne che vanno al di là di ogni comprensione umana e si manifestano soprattutto d’inverno quando l’albergo chiude e resta isolato per la neve.

Uno scrittore fallito, Jack Torrance, con la moglie Wendy e il figlio Danny di cinque anni, accetta di fare il guardiano invernale all’Overlook ed è allora che le forze del male si scatenano.

Dinanzi a Danny, che è dotato di potere extrasensoriale, chiamato “shine”, si materializzano gli orribili fatti accaduti nelle stanze dell’albergo.

Purtroppo se il bambino si oppone con forza alle insidie e alle presenze dell’albergo, al contrario il padre ne rimane terribilmente vittima.

CONSIDERAZIONI

Stephen King negli anni ’70 scrisse un capolavoro della letteratura, un libro da leggere tutto ad un fiato a dispetto delle sue 430 pagine. La fervida immaginazione dello scrittore, che di lì in poi firmerà altri capolavori, risulta aleggiare tra le pagine del libro, trasportandoci come banchi di nebbia tra le stanze dell’Overlook, per penetrare fin dentro le menti dei protagonisti, assolutamente fantastici.

A distanza di soli tre anni, un cineasta di tutto rispetto come Stanley Kubrick decide di realizzare la trasposizione del romanzo al cinema. Il risultato è eclatante, e finisce per diventare il secondo miglior film horror nella storia del cinema, dopo “L’esorcista”.

Ciononostante, non sembra ripercorrere tutte quelle fantasie romanzesche che descrivono la psicologia dei personaggi, in maniera molto più affascinante/fantasiosa, piuttosto che semplice psicologia che trasforma un recluso esistenziale in un potenziale assassino. Tuttavia la creazione di immagini così profondamente ricche di significato e portatrici di un inquietante stato di pathos, non può che annoverare il film come uno dei capolavori di Stanley Kubrick e della storia del cinema.

Diventano nella fattispecie due racconti differenti governati da tecniche di regia e tecniche di scrittura decisamente impareggiabili, appunto come menzionato nel titolo: due capolavori molto diversi tra loro.

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