l'ultimo film di alessandro siani è caratterizzato da battue più banali che comiche Alessandro Siani torna al cinema in veste di regista provando, con scarsi risultati, a diradare le nubi che erano comparse dopo i suoi primi film e convincere, così gli scettici, della bontà del suo lavoro dietro la macchina da presa.
La sua ultima commedia è ambientata in Svizzera, in una location paesaggistica e suggestiva.

Trama – Martino (Alessandro Siani) è un ragazzo svogliato e perennemente depresso. Vive in Svizzera mantenuto dalla sorella Caterina (Cristiana Dell’Anna), la quale lavora come donna delle pulizie presso il mental coach Guglielmo Di Gioia (Diego Abatantuono). In seguito ad un incidente, Caterina si infortuna ad una gamba e per curare l’handicap fisico che ne scaturisce occorrono diversi soldi.
Martino, contro voglia, decide di guadagnare i soldi necessari all’operazione andando a lavorare al posto della sorella dal dott. Di Gioia. In assenza di quest’ultimo in casa, Martino risponde al telefono spacciandosi per il dott. e prendendone il suo posto furbescamente, dandosi perfino l’appellativo di Mister Felicità. Riceve l’incarico di risollevare il morale di Arianna Crof (Elena Cucci), una pattinatrice caduta in un profondo stato depressivo dopo le sue ultime prove deludenti. Tra i due nasce del feeling, soprattutto quando lei scopre che Martino, in realtà è un depressivo cronico come lei e non certo un “motivatore”. Augusta, la mamma di Arianna (Carla Signoris), e il dott. Di Gioia, che nel frattempo aveva sgamato Martino e costretto a quel punto a lavorare per lui, nascondono un segreto, che minerà il rapporto della nuova coppia.
Come andrà a finire?

Tra battute più banali che comiche si sviluppa il film, a tratti davvero noioso.
Siani cerca di rimpolpare la scarsa trama con un veterano della comicità italiana come Diego Abatantuono, riuscendo solamente a farci rivivere la parlata “cult” famosa nei suoi film e nulla di più originale.
La pellicola, così come le altre da lui dirette, sono prive di parole sconce e non inciampa nelle comode volgarità, però questo non basta ad esentarlo da un giudizio negativo. La volontà di fare bene c’è tutta, quello che manca è una trama decente e una regia altrettanto sufficiente.

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