La singolare passione di Florence Foster Jenkins per il canto viene raccontata, al cinema, dal regista FrearsLa singolare passione di Florence Foster Jenkins per il canto viene raccontata, al cinema, dal regista britannico Stephen Frears, autore tra l’altro del film, uscito nelle sale nel 2013, e molto apprezzato dalla critica:Philomena”.

Trama – Anno 1944. Florence Foster Jenkins (Meryl Streep), una ricca ereditiera di New York con una forte passione per il canto, è convinta di essere una grande cantante lirica, non volendo riconoscere assolutamente la sua scarsa e dilettantistica capacità di cantare. Con l’aiuto di suo marito, St. Clair Bayfield (Hugh Grant), nonché suo manager, riuscirà ad esaudire il suo sogno di cantare al Carnegie Hall, una delle sedi più importanti di musica classica nel panorama internazionale, presente a New York City.
St. Bayfield farà di tutto per spianarle la strada, ingaggiando dapprima un bravo pianista, Cosmè McMoon (Simon Helberg) e in seguito, a sua insaputa, “comprerà” i favori di pubblico e critica perché non le distruggano il suo amato sogno.

Una vita, quella di Florence, vissuta nel mondo dei sogni, trascinata a tal punto dalla sua irrefrenabile passione, da credere realmente e in modo quasi illusorio oltre che caparbio di essere una cantante a tutti gli effetti, priva di ogni possibile reale autocritica.

L’interpretazione di Meryl Streep è sublime: l’attrice pluripremiata è unica nel riportare in vita personaggi realmente esistiti, riconsegnati alla vita grazie alla sua recitazione.
La spalla impeccabile che affianca l’attrice statunitense, in questo film, è quella dell’attore londinese Hugh Grant, perfetto nel ruolo che gli è stato ritagliato: gentiluomo, scaltro e accomodante nel permettere a sua moglie di realizzare il suo sogno/delirio, senza che la realtà la destasse mai dal suo sonno ad occhi aperti.

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