Un padre affetto da handicap che lotta per per non perdere la custodia della figliaStati Uniti, 2002
Titolo originale: I am Sam
Regia: Jessie Nelson
Interpreti: Sean Penn, Michelle Pfeiffer, Dakota Fanning
Genere: Drammatico
Distribuzione: Warner Bros.
Durata: 2h e 7’

L’amore incondizionato di un padre verso una figlia non conosce alcun tipo di ostacolo, fluttua nell’aria per investire la sua ragione d’essere.

La rubrica: “Cinema e Psicologia”, in questo sesto appuntamento, pone l’accento sul rapporto genitoriale in situazioni estreme e cosa sia più giusto, in questo caso per una bambina, se l’amore illimitato di un padre presente, ma affetto da handicap o la versione paterna più conforme alla società odierna. Entrambe situazioni estremizzate di un presente difficile da comprendere, dove il giusto equilibrio risulta sempre più faticoso da trovare.

TRAMA

La loro complicità e il reciproco affetto sembrano allontanare possibili minacce sulla stabilità del loro rapporto. Invece una sera, Sam, a causa di un malinteso finisce in caserma per l’adescamento di una squillo e in seguito ad un incidente occorso ad un bambino alla festa di compleanno di Lucy, viene ritenuto l’unico responsabile dell’accaduto. Questi due episodi spiacevoli imputano a Sam l’accusa di non essere in grado di badare ad una bambina di sette anni. Lucy, a dispetto dell’armonia familiare, viene affidata ai servizi sociali.

L’uomo intraprenderà con ostinazione una battaglia legale per l’affidamento di sua figlia, con l’aiuto di Rita Harrison (Michelle Pfeiffer), una donna avvocato, molto caparbia che trasformerà i suoi spigoli razionali e distaccati in favore di una profonda sensibilità.

DISCUSSIONE

Il bene di una bambina/o è la cosa suprema a cui bisogna dar conto, prima ancora dei bisogni di qualsiasi genitore. La difficoltà sta nel giudicare cosa sia più giusto accettare: far emergere il lato umano, sensibile e anche un po’ incosciente? O lasciare che la realtà triste e razionale giudichi ed emani la sua fredda sentenza?

Forse siamo poveri d’animo o governati da uno spirito di assoluto pragmatismo sociale. Intendiamo la società, i rapporti interpersonali, così come quelli familiari, alla maniera di incastri di un puzzle, creati ad hoc per un quadro compiuto, perfetto.

Ma che succede se accidentalmente un pezzo non è regolare come tutti gli altri? Il quadro che ci aspettavamo non potrà essere realizzato? Non verrà bello e perfetto come la Gioconda?

Penso che nemmeno la Gioconda sia perfetta, o meglio la sua perfezione scaturisce proprio dalla sua autenticità. Per cui sarebbe magnifico e ci accorgiamo illusorio accettare che l’incastro irregolare trovi la sua collocazione nel suo quadro, che non sarà perfetto, ma sarà sicuramente AUTENTICO e più ricco di sfumature.

CLIP DEL FILM