Un film dai tratti ombrosi, che tratta temi come il rifiuto, la dipendenza da sostanze psicoticheStati Uniti, 2015
Titolo originale: The Adderall diaries
Regia: Pamela Romanowsky
Interpreti: James Franco, Ed Harris, Amber Heard, Christian Slater
Genere: Drammatico
Distribuzione: Eagle Pictures
Durata: 1h e 30′

Questa settimana la Rubrica: Cinema e Psicologia si occupa di un film dai tratti ombrosi, impreziosito da tematiche inerenti il rapporto padre-figlio, il “sentirsi rifiutato”, così come la perdita di un pilastro importante della propria vita e la dipendenza da sostanze psicotiche. Verranno prese in considerazione tutte le conseguenze che eventi del genere possono causare nella mente di un individuo, in questo caso di Elliott, il protagonista del film.

TRAMA

Elliott (James Franco) è uno scrittore di successo che attraversa il momento più arduo di questa professione: il classico “blocco dello scrittore”. Il suo passato è costellato di episodi spiacevoli, che lui non disdegna di menzionare nei suoi scritti.

La perdita della madre, il rapporto brutale col padre (Ed Harris) e l’uso di stupefacenti sono le note negative della sua vita. Nel finale però si scopre come i suoi ricordi, in realtà, siano alterati e quasi riscritti inconsciamente.

Il venirne a capo della situazione gli permetterà di sbloccarsi dalla sua autocommiserazione e riprendere a scrivere come ha sempre fatto.

DISCUSSIONE

La storia ci offre diversi spunti di analisi, portandoci a comprendere come il primo episodio scatenante della vita tumultuosa di Elliott sia sicuramente la perdita della madre. La sua sofferenza subisce un ulteriore banco di prova quando il padre (con il quale aveva già un rapporto non tenero) si risposa, generando dalla nuova relazione altri figli.

Tutto ciò causa in lui un profondo sconvolgimento, che lo porta a sprofondare in un oblio fatto di droga e autolesionismo, come “armi scariche” per proteggersi da quell’insopportabile esistenza e sensazione di rifiuto.

I reiterati abusi del padre, descritti nei suoi racconti, si riveleranno in parte delle vere e proprie invenzioni fabbricate dalla sua mente sofferente: Elliott produceva ricordi astratti che lo scagionavano da ogni possibile colpa di quanto successo, COME UNICO MECCANISMO DI DIFESA, per permettergli di continuare a vivere. L’uso smodato di Adderall (farmaco usato per il trattamento dell’iperattività) contribuiva a lasciarlo perennemente in una sorta di limbo da cui era impossibile liberarsi.

Nel film si denota come il protagonista goda nel farsi torturare dalle eventuali compagne di turno, quasi ad accettare, fino a provarne piacere, la scarsa considerazione di se stesso che la mente aveva ideato. La presa di coscienza di quello che stava accadendo nei meandri della sua mente gli permetterà di valutare con lucidità le sue esperienze pregresse, ritrovando i veri ricordi persi nella cantina della sua psiche.

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