Conti, numeri, pensieri informali sono le uniche certezze che governano la mente di Christian Wolff, interpretato da un Ben Affleck In perfetto stile “Rain man” il nostro protagonista della storia, sfugge alle più fervide regole comuni per sconvolgere gli archetipi naturali ed elaborare sequenze di numeri infiniti, traducendo logaritmi ai quali, noi, non riusciremmo a dare neanche un nome.
Conti, numeri, pensieri informali sono le uniche certezze che governano la mente di Christian Wolff, interpretato da un Ben Affleck (Pearl Harbor), reduce dalla sfida onnipotente tra l’uomo pipistrello e l’uomo d’acciaio.

Trama – Christian (Chris) è un bambino con una diagnosticata forma di autismo, che lo rende in qualche modo un brillante conoscitore della matematica, ma come avviene, purtroppo, in molti casi, risulta un caso difficile da accettare in famiglia e da gestire in società.
Dopo l’abbandono della madre, suo padre, un ufficiale militare, si dedica in modo maniacale ed ossessivo alla sua istruzione/educazione alla vita e a quella del fratello normo dotato Brax, costringendoli ad estenuanti sessioni di arti marziali e vere e proprie lezioni di sopravvivenza, per combattere le loro eventuali paure e guadagnarsi il rispetto degli altri.
Divenuto adulto, Chris, diventa il contabile della ZZZ Accounting Plainfield, ma si occupa, sotto traccia e in gran segreto, delle finanze di persone legate alla malavita, le quali lo contattano attraverso un tramite del quale si conosce solo la “voce”. L’ultimo incarico, quello per la Living Robotics, gli causerà guai inaspettati, ai quali dovrà porvi rimedio grazie alle sue doti, balistiche e di combattimento (maturate da ragazzo), per sfuggire ai suoi assalitori e per salvare la vita a Dana (Anna Kendrick), la contabile della Living Robotics, forse l’unica ad averlo fatto sentire una persona normale.

Ben Affleck sembra non aver smesso i panni del supereroe dal momento che anche in questa pellicola fa sfoggio di arti marziali e tiri al bersaglio con armi semiautomatiche.
Il regista di “Pride and Glory – Il prezzo dell’onore” Gavin O’Connor trasforma un genio matematico in un cinico combattente vecchia maniera, impreziosendo il film con spettacolarità, ma scadendo forse nelle solite “americanate”.

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