film che mette in risalto la figura dello psicologo, interpretato da un eccellente e purtroppo compianto Robin WilliamsStati Uniti, 1997
Titolo originale: Good Will Hunting
Regia: Gus Van Sant
Interpreti: Matt Damon, Robin Williams, Ben Affleck, Stellan Skarsgård
Genere: Drammatico
Distribuzione: Cecchi Gori Home Video
Durata: 2h e 6′

 

Oggi vi proponiamo nella Rubrica: “Cinema e Psicologia”, un film che mette in risalto la figura dello psicologo, interpretato da un eccellente e purtroppo compianto Robin Williams, il quale si cala nei panni del dott. Sean McGuire, incarnando tutti i valori che dovrebbero contraddistinguere tutti coloro i quali svolgano la professione di psicologo.

TRAMA

In un quartiere povero della città di Boston, vive Will Hunting (Matt Damon), un ragazzo di vent’anni, con dei trascorsi colmi di abusi e affidamenti spiacevoli, che passa le giornate assieme ad un gruppo di amici, ubriacandosi e facendo a botte per strada.

Will è un ragazzo con un’intelligenza sopra la norma, divoratore di libri e geniale in matematica, incapace di vivere la sua vita appieno, consapevole di ricevere solo schiaffi e di valere poco meno di un rifiuto.

Durante il suo turno di lavoro, come inserviente, presso il Massachusetts Institute of Technology, si diletta nel risolvere esercizi complicatissimi di matematica, che ogni volta il prof. Lambeau (Stellan Skarsgård) scrive sulla lavagna del corridoio dell’istituto.

Quando il prof. scopre che a risolvere gli esercizi non è uno degli studenti, ma bensì un lavapavimenti, inizia a interessarsi al ragazzo, cercando in tutti i modi di spremere il suo intelletto e provando in modi piuttosto egocentrici a responsabilizzarlo.

Nel frattempo, Will incontra Skylar, una studentessa di Harvard, con la quale intraprende una relazione. Arrestato, però, dopo l’ennesima rissa, viene condannato dal tribunale a scontare la pena in carcere, ma grazie a Lambeau riesce ad ottenere la libertà in cambio di lezioni di matematica e incontri settimanali dallo psicologo.

Dopo aver schernito e giocato con diversi di loro, l’incontro con il dott. Sean McGuire (Robin Williams) risulterà determinante per il suo recupero. Il rapporto che nascerà tra i due lo aiuterà ad affrontare con coscienza i suoi problemi e ad esortarlo ad affrontare il prosieguo della sua vita con maggior convinzione di sé, libero di scegliere la strada che più di tutte lo possa gratificare, senza alcun tipo di impedimento frutto del passato.

DISCUSSIONE

All’interno della discussione, ci soffermiamo come Sean cerchi, grazie alle sue competenze e ad un’inguaribile empatia, di affrontare la relazione con il suo paziente/essere umano Will Hunting, interpretato da un giovanissimo Matt Damon, abbracciando l’anima del ragazzo, con tutto il suo pesante involucro di dispiaceri e volgendola verso un percorso più appropriato, mostrandogli il frutto del suo personale riflettersi al mondo della vita stessa, alla luce di tutte le spine inflitte negli anni.

Con la sua dedizione nei confronti di Will, non come un semplice paziente (avanti il prossimo), ma bensì come persona unica ed autentica, ma allo stesso tempo prigioniera, suo malgrado, di assurdi trascorsi, senza aver avuto mai la possibilità di riappropriarsi della propria esistenza, Sean comprenderà la richiesta d’aiuto implicita del ragazzo, facendosi carico delle sue paure, ascoltandole con trasporto, ed offrendogli la possibilità di ricomprendere la propria identità, cedendo, a sua volta, ad offrirsi, con più vigore ai cambiamenti che la vita riserva.

Come succede in molti casi, la finzione scenica ci regala un finale più roseo da quello che potremmo vedere nella nostra quotidianità, però può fungere da apripista verso un approccio molto più umile, tralasciando la gigantesca parola di “Dottore” in favore di parole meno imponenti ma a volte più significative come quelle di comprensione, compassione, silenzio e ascolto partecipato.

CLIP DEL FILM