una donna tenace e con una forte personalità andrà alla caccia del suo aggressoreIn un paesino sperduto nel nord degli Stati Uniti, popolato da boscaioli e taglialegna è ambientato il film di Daniel Alfredson, il regista svedese autore de “Il caso Freddy Heineken” uscito lo scorso anno nelle sale.

Lassù tra quelle montagne, immerse tra la fitta nebbia, vive una donna sola Lillian (Julia Stiles), trasferitasi da Seattle nella casa di sua madre, venuta a mancare qualche tempo prima.
La sua vita tranquilla viene sconvolta da un personaggio, temuto dall’intera comunità del posto, un certo Blackway (Ray Liotta), un ex vice sceriffo, brutale sia nei modi che nello spirito, il quale, dapprima, la aggredisce una sera in un parcheggio e nei giorni seguenti la tormenta, stancamente, fino a decapitarle il gatto.
Dopo l’ultima bieca azione dell’uomo, Lillian si reca dallo sceriffo per denunciare l’accaduto, ma quest’ultimo, conoscendo già l’individuo ed essendone impaurito, le sconsiglia qualsiasi tipo di denuncia o azione nei suoi riguardi, mettendone in dubbio perfino l’aggressione ricevuta e pertanto le suggerisce di lasciare il paese per sempre.
La donna, però, tenace e con una forte personalità, aiutata da due boscaioli, il più anziano, Lester (Anthony Hopkins), e il più giovane Nate (Alexander Ludwig) andrà alla caccia del suo aggressore. Sulla loro strada troveranno diverse insidie che si frapporranno tra loro e Blackway, ma senza perdersi d’animo, continueranno decisi nel loro intento fino alla fine.

Una pellicola che suona da monito per tutti coloro i quali enfatizzano la violenza sulle donne, senza porvi rimedio, raccontando il carattere di una donna forte e di due veri uomini al suo fianco.

In questo mondo brutale, in cui loschi personaggi usano distruggere l’anima e il sorriso di una donna, è piacevole ammirare una figura femminile, ricca di personalità, che riesce ad annullare simili animali, erroneamente definiti uomini, non abbassando mai lo sguardo neppure di fronte al pericolo.
L’utopia, che si speri diventi realtà quanto prima, sarebbe l’intervento tempestivo della giustizia per disarmare l’intento torvo e la malevola azione di questi “uomini”.

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