Sbarca al cinema il secondo capitolo di The Conjuring, intitolato: Il caso EnfieldSbarca al cinema il secondo capitolo di “The Conjuring“, intitolato: Il caso Enfield. Questa volta i nostri due protagonisti Ed e Lorraine Warren, interpretati ancora una volta da Patrick Wilson (Prometheus) e Vera Farmiga (Tra le nuvole), si recano a Londra, per conto della Chiesa, con l’intento di captare qualche presenza paranormale o nel caso contrario smascherare una possibile truffa.

Il film, ispirato anche in questo caso, da fatti realmente accaduti, cerca di suscitare nello spettatore un mix di ansia e terrore, a tratti riuscendoci, mentre in altri la perpetua ossessione di coinvolgere la sagoma demoniaca nella vicenda, forse fa sì che il tutto scivoli sulla solita buccia di banana dell’horror mistico visto e rivisto. I contenuti della storia e il loro confezionamento, tuttavia, meritano la positività con la quale il film è stato accolto.

La Storia – anno 1977 – la famiglia Hodgson, residente in una casa del borgo londinese di Enfield e composta dalla madre Peggy (Frances O’Connor) e dai quattro figli: Margaret, Janet, Johnny e Billy, viene sconvolta da alcuni episodi spiacevoli che avvengono nella loro abitazione. Rumori molesti, carillon che suonano autonomamente, gioco di luci e porte che sbattono iniziano ad allarmare la famiglia fino a terrorizzarla del tutto quando Janet, la figlia undicenne, diventa la vittima prescelta della presenza demoniaca, che si impossessa del suo corpo per compiere azioni anormali e per trasmettere messaggi inquietanti all’esterno. Solamente l’intervento della coppia riuscirà, non senza l’aiuto di Dio, a rispedire la presenza ultraterrena all’Inferno.

La chiusura del film è rappresentata, per evidenziare ancor di più la realtà dei fatti, da un corollario di fotografie, in cui sono presenti i veri personaggi della vicenda; documentazioni reali di ciò che è successo per testimoniare l’assoluta buonafede del racconto e lo scopo di evocare, con maggior vigore, il senso di sgomento e paura nel pubblico.

La pellicola è girata, come nel primo episodio, da James Wan. Il regista malese abbandona il gioco delle torture e degli enigmi di “Saw-L’enigmista”, per raccontare storie paranormali indirizzando l’occhio della cinepresa sulla misticità dei fatti ed evidenziando un connubio tra l’assoluta realtà narrata e la fantasiosa libertà macabra di un horror.

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