Il film del regista canadese Jean Marc-Vallèe (Wild) è un vortice di sentimenti contrastantiPresentato alla 73esima Mostra del cinema di Venezia, il film del regista canadese Jean Marc-Vallèe (Wild) è un vortice di sentimenti contrastanti, che invadono il protagonista, Davis Mitchell (Jake Gyllenhaal).

Davis è un uomo che ha perso la moglie in un incidente stradale ed affronta il suo dolore tramutandolo in qualcosa da distruggere, scomporre in mille pezzi o rifugiandosi nella scrittura di lettere ad una compagnia che gestisce distributori automatici, come unica valvola di sfogo di un pianto soffocato.
La corrispondenza verso l’azienda in questione ha inizio dapprima per segnalare un malfunzionamento di un distributore di merendine (gli si blocca un pacchetto di m&m’s nell’ospedale in cui era stata trasportata d’urgenza la moglie) e prosegue descrivendo, come una sorta di diario, le sue vicissitudini e i relativi stati d’animo.
A rispondere alla stranezza delle sue missive è Karen Moreno (Naomi Watts), una donna infelice del suo compagno e con un figlio adolescente (Chris), addetta al servizio clienti. Tra i due scaturisce un rapporto a distanza che suona molto come una richiesta d’aiuto da entrambe le parti, fino a frequentarsi quotidianamente e ad instaurare una stretta amicizia. Questo rapporto che nasce tra i due contagia anche Chris, il quale trova in Davis una sorta di figura comprensiva se non paterna. L’alchimia generata li aiuterà ad ascoltare le urla del proprio dolore che cerca di far breccia e fuoriuscire dall’imbuto in cui è stato soffocato.

Il regista cerca di raccontare la sofferenza per la perdita di una persona cara o verso situazioni estranee al nostro modo di essere, le forme che può assumere e l’evoluzione negativa o positiva che se ne può trarre, suggerendo una ricetta di guarigione che ha per farmaco l’empatia dell’essere umano e la forza, a volte sottovalutata, che può avere un pianto liberatorio.

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